Molte volte mi ero ripromesso di fotografare i riti della Settimana Santa ad Iglesias (CA), le cui immagini avevo potuto ammirare in vari libri e pubblicazioni. Finalmente quest'anno ne ho avuto l'occasione, complice l'ospitalità di Matteo e Claudia che hanno gentilmente ospitato e fatto da guida a me e Lorena.
Desideroso di fare un reportage come si deve, mi sono portato dietro un'attrezzatura più che versatile, ovvero la D300 e quattro ottiche: 12-24 f/4, 18-70 f/3.5, 50 f/1.8 e 80-200 f/2.8. La sfilata sarebbe iniziata alle otto di sera, quindi per risolvere i problemi legati alla luce scarsa pensavo di utilizzare l'SB-800 e scattare magari qualche immagine in Slow-sync, cercando di ottenere il tipico effetto di mosso controllato che rende le immagini molto dinamiche e interessanti. Ottimi propositi, senza dubbio.
Ci siamo perciò piazzati davanti alla chiesa da cui sarebbe partita la processione e ho scattato qualche decina di foto con il 12-24, dal momento che la folla era talmente tanta, nella stretta stradina in cui sfilava la processione, che era indispensabile utilizzare il grandangolo. Allo stesso tempo, illuminare in tutte le sue parti la scena, a così breve distanza dai soggetti, e lateralmente rispetto ad essi, si è rivelato pressochè impossibile avendo a disposizione soltanto il piccolo diffusore dell'SB-800, per cui dopo pochi disastrosi scatti ho desistito. L'immagine che segue è quella forse più accettabile, quindi vi lascio immaginare le altre: |
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Ho quindi deciso di lasciar perdere il flash, che senza un diffusore tipo ombrello o softbox non avrebbe mai fornito una luce decente, e ho quindi impostato la fotocamera a 1600 ISO: anche così i tempi di scatto si aggiravano attorno a 1/10 - 1/20 di secondo, senza poter utilizzare un treppiede per via della folla e della confusione.
Una volta passata la processione ci siamo quindi spostati in un'altra via più in basso per fare qualche altra foto da un'altra postazione, e anche in questo caso ho provato prima con il flash, ancora con pessimi risultati, per poi subito passare alle alte sensibilità.
Ripensandoci, sarebbe stato opportuno utilizzare il 50 f/1.8 o l'80-200 f/2.8, ovvero le ottiche più luminose in mio possesso e che mi avrebbero consentito di isolare qualche particolare e di schiacciare la prospettiva, ma mi sono invece intestardito con il 12/24 e non è venuto fuori nulla di buono. |
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Alla fine, dopo qualche altra decina di foto e dopo avere ammirato la processione, molto suggestiva, ho desistito senza troppi rimpianti. In occasioni come questa è necessario muoversi da soli e velocemente, e farsi il mazzo per cercare le inquadrature migliori, tutte cose che il giorno non erano possibili, tanto più che dopo il secondo passaggio della processione ero più attratto dalla pizza che ci aspettava piuttosto che dall'idea di fare altre foto. E' inutile, quando non c'è un minimo di ispirazione è meglio lasciar perdere.
In ogni caso, è stata un'occasione sprecata ma anche utile ad imparare come comportarsi le prossime volte: era la prima volta che fotografavo una processione di notte e non avevo l'esperienza necessaria. Casualmente poi, ho visto i giorni scorsi queste foto realizzate da Maurizio Mandarino in occasione del Lunissanti di Castelsardo, realizzate con la mia stessa fotocamera ma evidentemente con ben altre capacità. Ecco, questo è quello che cercherò di ottenere la prossima volta.
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