Arriviamo alla Monument Valley attorno alle tre del pomeriggio, dopo aver pranzato nella poverissima cittadina di Kayenta. Lo scenario è a dir poco emozionante, è una frase fatta ma sembra davvero di essere dentro un fiilm.
Paghiamo l'ingresso al parco, gestito anche in questo caso dai Navajo, e percorriamo la strada sconnessa di circa 18 miglia, in terra battuta e a tratti sabbiosa, che consente di recarsi a vari punti panoramici, uno più bello dell'altro. Il limite di velocità costringe ad andare a passo d'uomo, ma nonostante questo le auto sollevano un polverone incredibile, per cui è necessario calcolare qualche ora per visitare l'intera valle, avendo cura di proteggere l'attrezzatura fotografica dalla polvere finissima. |
| Dal punto di vista fotografico, c'è veramente poco da dire. Per scattare fotografie senza particolari pretese artistiche, come quelle qui sopra, basta aspettare il tramonto perchè le pareti delle mesas assumano il caratteristico colore rosso fuoco. Realizzare fotografie più interessanti richiederebbe invece molto più tempo a disposizione e la pazienza di attendere condizioni metereologiche particolari, in quanto in un posto del genere la luce è tutto. Allo stesso tempo bisogna prestare particolare attenzione perchè la zona è molto isolata e in caso di pioggia torrenziale, a meno che non si abbia un fuoristrada adeguato, si ha la certezza di rimanere bloccati nel fango per chissà quanto tempo. |