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DIARIO DI VIAGGIO SOUTHWEST U.S.A.

Grand Canyon - Arizona

27 ottobre 2008

Stravolti dalle 12 ore di volo del giorno precedente, dal fuso orario e dai 400 km in auto percorsi da Phoenix, sabato 13 settembre 2008 siamo arrivati al South Rim, il bordo meridionale del Grand Canyon, attorno alle tre del pomeriggio: lo spettacolo è assolutamente indescrivibile, una voragine immensa scavata nella Terra, da lasciare senza fiato!

Il sole però è ancora troppo alto e la luce troppo piatta per scattare qualcosa di decente, quindi ci limitiamo a passeggiare e ad affacciarci stupefatti nei vari punti panoramici. Da Mather Point, ovvero subito dietro il Visitor Centre, ammiriamo una coppia di condor della California, che riesco a mala pena a fotografare con l'80-200 (e ovviamente rimpiango immediatamente di non avere portato il 300 e il moltiplicatore!).

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Entrambe le foto sono dei ritagli abbastanza spinti delle immagini originali, e quella in volo è pure piuttosto sfocata, in quanto mossa: andando a rivedere i dati exif ho infatti scoperto che mi ero dimenticato di aprire il diaframma, rimasto a f/10 dal momento che fino all'apparizione del condor stavo scattando foto di paesaggio e volevo una discreta profondità di campo: in definitiva, a ISO 200, è venuto fuori un tempo di 1/125 di secondo, decisamente troppo lento per fotografare un uccello in volo con una focale di 200 mm.

Nel giornale del parco sono indicati gli orari di alba e tramonto e i punti migliori per scattare qualche foto, anche se ovviamente sono anche i più inflazionati, perciò poco prima del tramonto siamo tornati a Mather Point per cercare una postazione favorevole per montare il treppiede.

Per poco non mi veniva un colpo: il punto panoramico, in uno spuntone di roccia a strapiombo ma con dei provvidenziali parapetti, era ormai stracolmo di persone che aspettavano di godersi lo straordinario spettacolo dei raggi del sole che colpivano le pareti del canyon facendole assumere un colore rosso fuoco.

In sostanza, non c'era nessun posto libero in cui infilarsi a fare una foto non dico con il treppiede ma nemmeno a mano libera. Troppo poco il tempo a disposizione per sperare di raggiungere un altro punto panoramico. Era la fine.

Ma di perdermi una foto al Grand Canyon al tramonto non se ne parlava proprio, mi sono quindi fatto coraggio e mi sono lentamente avvicinato alla massa umana sopra lo spuntone. Evidentemente dovevo avere stampata in faccia un'espressione di totale sconforto, perchè un paio di benefattori - e che Dio li abbia in gloria - hanno acconsentito a che mi infilassi praticamente sotto le loro gambe a scattare qualche foto. Dopo un certo tempo, avendo visto che non demordevo, hanno lasciato libero mezzo metro di parapetto e me ne sono immediatamente impossessato, aprendo trionfalmente il treppiede come gesto simbolico di conquista.

A quel punto veniva il bello: fotografare il Grand Canyon in maniera tale da trasmettere almeno una minima parte di quello che si può godere con i propri occhi è una impresa impossibile. Il canyon è talmente immenso che anche con il 12-24 alla focale minima riuscivo a prenderne solo una piccola parte. Sarebbe stato interessante fare qualche foto panoramica, ovvero più foto da unire lateralmente, ma non ho mai sperimentato questa tecnica e non era certo il momento giusto per farlo: queste cose si provano a casa, non di fronte al Grand Canyon al tramonto!

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Ho montato i filtri ND e scattato una trentina di immagini con diaframma a f/11 e tempi attorno a 1/10 di secondo o superiori,con esposizione ponderata centrale. Sarebbe stato opportuno inserire un albero o qualcos'altro a fare da silouette in primo piano,ma non c'era nulla del genere nel punto in cui mi trovavo.

Insomma, ecco le foto, niente di originale ma il Grand Canyon è sempre il Grand Canyon