Lo scorso settembre ho avuto il piacere di essere il fotografo ufficiale al matrimonio di Mattia e Claudia: trattandosi del mio primo matrimonio mi sono concentrato sulla realizzazione di un servizio secondo i canoni classici di questo genere fotografico, anche perchè questa era la volontà degli sposi, cercando soprattutto di non sbagliare e di non mancare i momenti topici della cerimonia.
Fortunatamente non ci sono stati problemi particolari, e dopo gli scatti a casa dello sposo e della sposa, anche la cerimonia in chiesa è andata liscia come l'olio. All'uscita dalla chiesa abbiamo avuto soltanto mezz'ora di tempo, prima che facesse buio, per scattare qualche foto nel parco, ed è in questa occasione che ho cercato di realizzare qualcosa di più personale e artistico.
La foto sopra è stata realizzata con la D300 e il 18-70 a 400 ISO, a 1/250 sec. a f/8, utilizzando l'SB-800 on camera con il diffusore inserito; avevo anche l'ombrellino bianco con l'SB-600 sopra ma il tempo a disposizione era così poco che ho dovuto rinunciare ad utilizzarlo, con il timore che riprendesse a diluviare da un momento all'altro. Anche la foto qui sotto è stata realizzata con lo stesso obiettivo e lo stesso sistema di illuminazione, a 400 ISO, f/5.6 e 1/60 sec.
Insomma, è stata una ottima esperienza e ringrazio ancora una volta Mattia e Claudia dell'opportunità concessami e per avere autorizzato che pubblicassi qualche foto anche su questo sito.
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Il punto della situazione
Ho finalmente terminato di riordinare il mio archivio fotografico, circa 260 Gb di foto scattate in questi ultimi sette anni. Non ho avuto il tempo di utilizzare programmi di archiviazione particolarmente sofisticati, per cui molto semplicemente ho creato un sistema di cartelle e sottocartelle, del tipo Viaggi > Parigi > Parigi 2009 etc. Dopodichè ho fatto due copie di back-up del tutto, in due hard-disk conservati in posti differenti, e speriamo che sia sufficiente.
Adesso dovrò piano piano selezionare alcune delle vecchie foto, risistemarle e presentarle su questo sito... intanto ho ritrovato una delle mie foto preferite, che peraltro compare già nel portofolio, e ho provato a rielaborarla.
Man mano che aumentano le conoscenze nell'utilizzo di Photoshop, viene voglia di riprendere in mano le vecchie foto per vedere se sia possibile valorizzarle meglio di quanto fatto in passato.
A questo proposito, quando possibile cerco di seguire i videocorsi online di Kelby training, tenuti da mostri sacri della fotografia e dei programmi di fotoritocco; a mio parere sono veramente ben fatti e utilissimi, per cui a chi non li conoscesse già li raccomando caldamente!
Nelle due settimane che abbiamo trascorso a Parigi nel mese di agosto, ho cercato di realizzare un piccolo reportage - intimistico almeno nelle intenzioni - della vita quotidiana di questa bellissima città.
E' stata veramente dura, perchè ha fatto un caldo micidiale che rendeva una sfacchinata anche solo il fatto di portarsi dietro la borsa dell'attrezzatura fotografica, in aggiunta alle bottiglie d'acqua, ai panini e alle guide turistiche dello zaino. Come prima cosa, già dai primi giorni ho dovuto quindi fare una scelta di essenzialità, lasciando a casa il 12-24 f/4, l'80-200 f/2.8 e l'SB-800 per portarmi dietro soltanto la D300 con il 18-70 f/3.5-4.5, abbandonando anche la borsa fotografica stessa e ficcando la D300 alla bell'e meglio sopra i panini dentro lo zaino.
Per giunta l'ispirazione sembrava essere completamente scomparsa, e per tutta la prima settimana ho fatto delle foto assolutamente insignificanti e banali, tanto che stavo per decidere di non portarmi più appresso nemmeno la fotocamera. Poi evidentemente i circa 600 scatti inutili realizzati nei primi cinque-sei giorni sono comunque serviti da allenamento e sono riuscito finalmente a tirare fuori qualcosa di accettabile. Ho voluto dare alle foto un'atmosfera particolare per cui sono intervenuto con Photoshop utilizzando un filtro bicolorato e l'aumento del contrasto tonale. Questo è quello che ne è venuto fuori:
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I colori di Burano
Come già detto nel post "Cartoline da Venezia", lo scorso mese di marzo ho avuto due giorni liberi da dedicare alla fotografia, per cui dopo avere girovagato in lungo e in largo per Venezia, il giorno dopo ho preso il vaporetto e sono andato a Burano.
Avevo già visto delle foto sul web, ma trovarsi di persona in questa piccola meraviglia è indubbiamente tutta un'altra cosa. Una incredibile girandola di colori ipersaturi, canali e casette caratteristiche, tutti i panni stesi al sole... insomma, per chi ha una fotocamera in mano un'autentico parco giochi. Ecco qualche foto, niente di particolare ma perlomeno i colori non mancano!
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Macro imperfette
In attesa di trovare il tempo di dedicarmi in maniera più professionale alla macrofotografia (con tutto il sistema di illuminazione multiflash, staffe, treppiede e chi più ne ha più ne metta) lo scorso fine settimana mi sono alquanto divertito a scattare qualche macro a mano libera armato di D300 con il 60 micro e l'SB-800 on camera: molto amatoriale, senza dubbio, ma anche molto divertente e senza troppe rotture di scatole. I primi due scatti sono stati effettuati, di notte, ad insetti entrati in cucina attratti dalle luci e posatisi poi sul vetro della finestra:
Fortunatamente questa bella farfalla ha avuto il buon senso di mettere le ali perfettamente distese contro il vetro, consentendomi di non avere problemi con la profondità di campo, al contrario di quanto verificatosi con le antenne della Crisopide seguente (Chrysopa septempunctata). In entrambe le foto ho provveduto con Photoshop a scurire ulteriormente lo sfondo, rendendolo completamente nero.
il giorno dopo invece, sotto un sole a picco - luce ovviamente sconsigliatissima per scattare foto - ho cercato di fermare al volo questo insetto vicino ai fiori di menta:
Impresa tutt'atro che facile, visto che a mano libera occorreva per forza impostare la messa a fuoco su manuale e sperare che l'insetto non facesse troppe evoluzioni nel frattempo. Questo sopra è lo scatto migliore, il che è tutto dire. Eccolo ancora qui sotto posato sui fiori:
Dopo poche ore sono poi tornato sul posto, giusto in tempo per scoprire, non senza dispiacere, che il simpatico animaletto aveva fatto una brutta fine:
Del resto, anche il ragno doveva mangiare, quindi onore al merito del cacciatore. Per finire, ecco altre due prede fotografiche, una piccola mosca - o qualcosa del genere - su una foglia di limone:
e per ultimo una Cimice attera (Pyrrhocoris apterus) nel suo profilo migliore: